Avrebbe potuto ospitare poco più di cento persone. Invece, nella notte tra il 14 e il 15 marzo, all’interno del Divina Club di via Tuscolana ce ne erano 779. Un numero impressionante, pari a un sovraffollamento del 638%, che ha portato al sequestro immediato della storica discoteca da parte della polizia locale che, dopo la tragedia di Crans Montana, dove 40 giovani sono morti nell’incendio alla discoteca Le Constellation, ha intensificato i controlli sulla movida.
Risse, vandalismi, inni al duce e il Flaminio non dorme più: “L’Opus Club va chiuso”
di Giulia Marziali
01 Febbraio 2026
La serata al Divina era iniziata come tante altre: aperitivo, musica e intrattenimento. In programma anche la sfilata “80 voglia di moda” prima del dj set di Miki Johnson, affiancato dalla voce di Andrea Rappa. Un normale sabato sera di festa, interrotto dal blitz dei vigili. Durante i controlli, gli agenti hanno accertato che la capienza massima autorizzata del locale era di 122 persone, a fronte delle 779 effettivamente presenti. Una situazione ritenuta estremamente pericolosa, aggravata – secondo quanto emerso – da carenze nelle dotazioni di sicurezza.






