Il 10 marzo scorso Emanuel Fabian, corrispondente militare del Times of Israel, ha scritto quello che aveva documentato: un missile iraniano era caduto vicino a Beit Shemesh, in Israele, senza fare vittime. Fonti dei soccorsi e dell’IDF, unite al video dell’impatto, confermavano l’accaduto. Almeno dal punto di vista giornalistico.

Quella notizia, apparentemente marginale in mezzo al flusso convulso della guerra in corso in Medio Oriente, per alcuni rappresentava un disastro gigantesco. Ma di tutt’altro genere: finanziario.

Le scommesse sulla guerra

Su Polymarket - una piattaforma di scommesse basata su blockchain, dove si punta su eventi reali usando criptovalute - era aperto un contratto dal titolo “L'Iran colpirà Israele il 10 marzo?”, con un volume di scommesse superiore ai 14 milioni di dollari.

Chi aveva puntato sul ‘No’ stava perdendo tutto.