L'Istituto italiano di cultura di Bruxelles ha ospitato ieri sera una serata di cinema e riflessione con la proiezione di 'La casa degli sguardi', opera prima di Luca Zingaretti.

L'evento, che ha visto la partecipazione del regista in un dialogo aperto con il direttore dell'istituto Pierre Di Toro e con il pubblico, ha celebrato il nuovo percorso artistico di uno dei volti più amati della cultura italiana.

Ad aprire l'incontro è stato l'intervento dell'ambasciatore d'Italia in Belgio, Federica Favi, che ha accolto Zingaretti sottolineando il valore della sua presenza per gli italiani in Belgio e la promozione culturale nel cuore dell'Europa, ricordando come il suo ruolo nel 'Commissario Montalbano' di Camilleri lo abbia reso un'icona della cultura italiana.

"Ci fa un immenso piacere averla qui. La cultura che promuoviamo in Belgio si nutre di talenti come il suo, che spaziano dal teatro alla televisione e ora alla regia e produzione. Lei è un artista che si mette in gioco con successo e che piace a tutti per la costante attenzione al tratto umano; l'umanità, nei suoi lavori, premia sempre".

Tratto dall'omonimo romanzo di Daniele Mencarelli (co-sceneggiatore della pellicola), il film arriva a Bruxelles dopo il debutto alla Festa del Cinema di Roma 2025 e le candidature al Globo d'oro e al Nastro d'Argento per il miglior regista esordiente. Zingaretti ha descritto l'opera come una "casa di sguardi" e una riflessione profonda sulla capacità salvifica della bellezza. Il regista ha sottolineato come il film esplori il dolore non come fine a se stesso, ma come ingrediente necessario per raggiungere la felicità, mettendo al centro il valore del lavoro che radica l'individuo e la forza dei legami familiari e amicali.