In una indagine difficile, complicata, in cui le risposte almeno per ora non sono certe né univoche, quel che appare davvero fuori di dubbio è «una risposta anomala del conducente». Ovvero Patrizio Randazzo, il portuale guidatore della ralla che la notte tra il 17 e il 18 dicembre 2024, nello scontro con un altro mezzo al terminal Psa di Pra’, aveva travolto un altro camallo della Culmv, il 52enne Giovanni Battista Macciò. Anche Randazzo, mentre le indagini erano in corso, è deceduto.

Il documento appena depositato, firmato dall’ingegnere di Firenze Filippo Begani, tende così a escludere sia un colpo di sonno sia una distrazione dalla manovra. Nelle 134 pagine di consulenza tecnica, svolta in contraddittorio con gli indagati (i sei, tra i quali anche il console della Culmv Antonio Benvenuti, sono assistiti dagli avvocati Pietro Bogliolo, Paolo Costa e Andrea Vernazza, che hanno indicato un proprio consulente) è emerso in primo luogo che i mezzi funzionavano perfettamente: «I test di frenata, effettuati sui mezzi, hanno dimostrato il corretto funzionamento degli impianti di frenata e sterzo, escludendo guasti meccanici come causa diretta dell'incidente».

La manovra anomala

Per analizzare la manovra sono stati eseguiti rilievi e test a partire dai dati contenuti nella scatola nera della ralla investitrice che hanno fornito elementi precisi su traiettoria, velocità, accelerazione del mezzo.