Il caso non regge alla prova dei fatti e si capovolge. E allora succede il contrario di quello che sembrava all’inizio. Fabrizio Corona va a processo. E con lui la donna che aveva costruito, pezzo dopo pezzo, un racconto che oggi i magistrati definiscono falso. Una storia di molestie mai avvenute, attribuite al calciatore Lorenzo Pellegrini.

Diceva che il giocatore, dopo i primi incontri a pagamento, avrebbe iniziato a perseguitarla. E Pellegrini si era ritrovato indagato per stalking. Adesso le accuse si ribaltano: lei risponde di calunnia, diffamazione e minaccia. Lui, Corona, di diffamazione.Perché quelle parole, rilanciate, pubblicate, amplificate, hanno avuto un effetto preciso: trasformare un sospetto in un caso.

Fabrizio Corona accusato di diffamazione, Pellegrini chiede un risarcimento di 100mila euro

di Andrea Ossino

Ma il caso, dicono gli investigatori, non esisteva.Non c’è mai stata una relazione clandestina. Non c’è stato nessun incontro. Non c’è neanche un momento in cui i due si siano trovati nello stesso posto. A dirlo sono i dati. Le celle telefoniche, i movimenti, le tracce lasciate dai cellulari nel tempo.Eppure, per mesi, quella storia ha camminato. Ha prodotto denunce – cinque – dettagli, scenari, città diverse. Ha portato perfino a un’indagine per stalking nei confronti del giocatore della Roma.Poi la procura ha iniziato a guardare meglio.