La «Piattaforma di filiera nel settore della moda», certificazione di trasparenza della supply chain nata sotto l’egida del Tribunale di Milano e parte integrante del Protocollo firmato nel maggio dello scorso anno, è pronta al debutto e presto potrebbe iniziare a registrare le candidature volontarie delle aziende virtuose.
A cosa servirà e come si potrà accedere
La piattaforma informatica è stata presentata all’interno del tavolo tecnico istituito presso la Prefettura di Milano ai rappresentanti della filiera e verosimilmente a fine aprile le imprese potranno iniziare a registrarsi, ovviamente su base volontaria. L’allegato del Protocollo di Milano potrà tracciare tutta la filiera nazionale del lusso – e non solo - e raccogliere i dati e le informazioni sulle catene produttive (documenti relativi agli ambiti giuslavoristici, fiscali, previdenziali, della salute e sicurezza sul lavoro, Ccnl applicati) dati da cui potranno essere lanciati gli alert in materia di contrasto al caporalato.
Dopo un primo necessario momento di verifica della funzionalità dell’applicazione, tutte le imprese potranno aderire alla piattaforma al fine di ottenere, se rispettati tutti i parametri, l’attestato di trasparenza nel settore moda così come previsto dal protocollo.






