La sua moto da cross non l'ha mai lasciata, nemmeno quando gli è stata diagnosticata una malattia difficile da immaginare sul corpo di un bambino. «Pensate, è salito in sella alla sua moto anche nei momenti peggiori, con la stomia applicata», raccontano i genitori di Luca, 14 anni, romano.

La sua è una storia a lieto fine. Da poco più di un mese è uscito dall'incubo di una diagnosi durissima: carcinoma del colon retto. Un tumore maligno che colpisce l'intestino e che compare generalmente in età adulta, anche se le statistiche raccontano di una patologia che sta comparendo sempre più precocemente. Ed è qui che la storia si complica: per i pazienti più giovani non esiste una terapia specificamente testata. Ma i medici del Policlinico Gemelli hanno esplorato una strada terapeutica nuova. Che ha funzionato.

I primi sintomi compaiono quando Luca ha 12 anni. Un mal di pancia diverso da qualsiasi dolore provato fino a quel momento, che non se ne va proprio. Finché, nell'aprile del 2022, arriva la diagnosi. «Per noi è stato devastante - ricordano i genitori - Abbiamo deciso di non dirgli subito a cosa sarebbe andato incontro. Ma Luca è sveglio: l'ha capito da solo».

Il piccolo paziente viene affidato agli oncologi pediatrici del Gemelli, guidati da Antonio Ruggiero. Dopo una serie di accertamenti arriva il momento di iniziare la terapia. Nei casi di carcinoma del colon-retto diagnosticati in età così giovane, l'unica strada battuta è la chemioterapia. Per Luca, però, il trattamento si rivela subito molto difficile. «Ha reagito con un'elevata tossicità», spiega l'oncologo. «È stato malissimo - incalza il padre ricordando quei momenti critici - ha passato una settimana in terapia intensiva».