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Ultimo aggiornamento: 18:26

Giovedì pomeriggio al teatro Parenti di Milano, dove la premier Giorgia Meloni ha fatto il suo primo e unico comizio in vista del referendum del 22-23 marzo, spiccava una assente d’eccezione: la ministra del Turismo Daniela Santanchè. Non solo non era presente tra i tanti relatori, ma nemmeno ad ascoltare il dibatto in sala dove invece c’erano molti dirigenti di primo piano di Fratelli d’Italia. Un’assenza ancora più pesante alla luce del fatto che Santanchè è tra i principali dirigenti milanesi di Fratelli d’Italia, insieme al presidente del Senato Ignazio La Russa, che invece ha indicato la location e ha chiuso i lavori prima del ministro della Giustizia Carlo Nordio e della premier Meloni.

La decisione di non essere presente giovedì all’evento di Fratelli d’Italia per il “Sì” alla separazione delle carriere è stata presa per evitare che la notizia diventasse lei, la ministra del Turismo. Santanchè infatti ha diverse inchieste giudiziarie sulle spalle, a partire dall’udienza preliminare per truffa ai danni dell’Inps che ha creato diversi grattacapi alla presidente del Consiglio. Udienza slittata di diversi mesi anche causa del conflitto di attribuzione sollevato alla Consulta dal Senato per l’inutilizzabilità di diversi atti. La presenza della ministra del Turismo come testimonial del “Sì”, dunque, avrebbe rischiato di oscurare l’evento.