Nessun arresto e quattro misure interdittive della durata di un anno. Il giudice per le indagini preliminari di Palermo Claudia Rosini ha disposto due misure cautelari della sospensione da ogni attività inerente la gestione di fondi e altrettante di divieto di esercitare l'attività professionale per quattro dei sedici indagati nell'inchiesta della procura europea sulla corruzione per accaparrarsi le forniture informatiche nei progetti finanziati con fondi Ue e fondi del Pnrr.

L'inchiesta ha investito anche un docente dell'università Federico II. Il giudice ha respinto tutte le 16 richieste di arresti domiciliari presentate a fine febbraio dai magistrati Eppo di Palermo (i magistrati Eppo sono i procuratori europei delegati (Ped) che lavorano per la procura europea, ndr). L'accusa a vario titolo è di corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. Antonio Fedullo e Cosma Nappa non potranno esercitare la loro attività professionale mentre il docente della Federico II Luigi Cembalo (facoltà di Agraria) ed Enrico Cafaro (personale amministrativo del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche) non potranno gestire fondi per un anno. Cembalo nell'interrogatorio ha ammesso di aver ricevuto telefoni e computer in cambio delle forniture ed è pronto a restituire quanto ricevuto come tangente. Gli altri 12 coinvolti per ora rimangono indagati.