La durata della guerra nel Golfo resta un'incognita, nonostante Donald Trump abbia più volte detto che l'avrebbe chiusa "presto".
Proprio il presidente americano, nella sua ultima valutazione, ha fatto sapere di "non essere ancora pronto a fare un accordo con Teheran", perché "i termini non sono ancora abbastanza buoni".
Sulla stessa linea c'è Israele, che prevede almeno altre tre settimane, perché restano da colpire ancora "migliaia di obiettivi". E' un segnale che il regime degli ayatollah, pur indebolito, sta mostrando capacità di resistenza sottovalutate, come dimostrano i continui attacchi nel Golfo e il persistente blocco di Hormuz. Una linea all'insegna della rappresaglia confermata dal governo di Teheran, che "non vede alcuna ragione di negoziare", mentre i Pasdaran hanno sfidato Benyamin Netanyahu, promettendo di ucciderlo.
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Agenzia ANSA







