La scena conclusiva di Blade Runner e quella iniziale di Shining fanno parte dello stesso girato. Riprese aeree delle montagne dell’Oregon, che un regista ha regalato all’altro, per un urgente cambio di finale imposto dalla produzione
I registi Ridley Scott e Stanley Kubrick al telefono, negli anni '90, in un'immagine generata da ChatGPT
Genova – “Ciao Stanley, sono Ridley. Ti disturbo?”. Agli appassionati di cinema basterebbe immaginare una telefonata del genere per avere un fremito. E ricordare come, da un’amicizia tra due tra i più grandi registi della storia recente, possa essere nato un collegamento tra Shining e Blade Runner, capolavori (riconosciuti da critica e pubblico) usciti nei primissimi anni Ottanta. E non c’è momento migliore della notte degli Oscar (tra domenica 15 marzo e lunedì 16) per ricordare un aneddoto cinematografico che forse non tutti conoscono.
La locandina di Blade Runner, uscito nel 1982
Era il 1982, l’anno prima era uscito l’horror psicologico Shining, per la regia di Kubrick, impreziosito da un’indimenticabile interpretazione di Jack Nicholson. Ridley Scott aveva appena concluso il montaggio di Blade Runner, thriller fantascientifico di genere cyberpunk, e gli aveva dato un finale cupo, ambiguo sulle sorti e sulla natura stessa del protagonista (Rick Deckard, il cacciatore di androidi) che porta il volto di Harrison Ford. La produzione si mise di traverso, e chiese al regista di rimontare la parte conclusiva di Blade Runner in modo che il finale contenesse un messaggio di speranza, magari con uno sfondo di natura, verde e montagne, considerato che tutto il film era calato nella claustrofobica e distopica atmosfera della piovosa megalopoli in mano alle corporazioni.







