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Ultimo aggiornamento: 10:40

Gestire un Isee errato è un’operazione che richiede precisione e tempestività, poiché la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) rappresenta l’unico documento ufficiale che certifica la situazione economica del nucleo familiare di fronte allo Stato. Se un contribuente si dovesse rendere conto che i dati trasmessi non corrispondono alla realtà, magari perché si è dimenticato di indicare un conto corrente dormiente o ha sbagliato a riportare il valore di un immobile, è importante ricordare che l’Inps e l’Agenzia delle Entrate incrociano costantemente le banche dati e le difformità emergono quasi sempre in automatico. Tra l’altro la Guardia di Finanza ha libero accesso all’Anagrafe dei rapporti finanziari, quindi ogni tentativo di occultare risparmi, titoli di stato, buoni fruttiferi o carte prepagate è destinato a fallire.

La strada principale per mettersi in regola è la presentazione di una nuova Dsu che vada a correggere quella precedente. Questo passaggio è fondamentale se gli errori sono strutturali o riguardano più elementi del patrimonio.

In alternativa, se il contribuente si è affidato a un intermediario, può richiedere una rettifica tramite Centro di Assistenza Fiscale per correggere eventuali sviste materiali commesse durante l’inserimento dei dati. Esiste anche la possibilità di utilizzare il modello integrativo FC3, specifico per comunicare informazioni che erano state del tutto omesse nella prima dichiarazione, come ad esempio rapporti finanziari non segnalati inizialmente.