MEGLIADINO SAN VITALE (PADOVA) - Una telefonata al 112, la corsa verso un'abitazione satura di gas metano, il rischio concreto di un'esplosione. E poi quei secondi decisivi in cui i carabinieri hanno forzato la porta, trovato un uomo privo di sensi e lo hanno trascinato fuori, restituendolo alla vita. È accaduto mercoledì a Megliadino San Vitale, dove i militari delle stazioni di Borgo Veneto e Piacenza d'Adige hanno impedito che un tentativo di suicidio si compisse fino in fondo. Una tragedia sventata ai limiti del possibile, che avrebbe potuto avere conseguenze devastanti per l'intero edificio.
L'allarme è partito dai familiari dell'uomo, che da ore provavano invano a raggiungerlo al telefono. Erano probabilmente consapevoli della sua sofferenza interiore e, col passare dei minuti, il silenzio dall'altra parte della cornetta si è fatto sempre più angosciante, fino a diventare insostenibile. Quando la paura ha preso il sopravvento, hanno composto il numero di emergenza. La chiamata ha fatto convergere immediatamente le pattuglie verso l'abitazione, ma lo scenario che i militari si sono trovati davanti era tra i più insidiosi: l'impianto del gas metano era stato manomesso e l'intera casa ne era invasa.







