Disavventura per Matteo Bassetti, derubato in centro a Milano. L'infettivologo, intervistato da Repubblica, ha raccontato di essere andato a cena in zona Porta Venezia e di aver parcheggiato l'auto a bordo strada. Poi la brutta sorpresa una volta uscito dal ristorante, intorno alle 23. Sull'auto ha detto: "Per fortuna non l’hanno scassinata. Evidentemente hanno usato uno di quegli apparecchi disturbatori di frequenze per aprirla. L’hanno aperta a prescindere, perché non avevo lasciato nulla in vista. C’erano due valigie nel bagagliaio, contenenti solo vestiti e un paio di scarpe. Si sono portati via persino i miei occhiali da vista. Insomma, hanno arraffato tutto quello che hanno trovato, senza stare a fare una selezione. Normalmente ho sempre con me anche il computer portatile, ma ieri ero a Milano solo per una cena fra amici e non ce l’avevo, non avendo impegni di lavoro. Per fortuna. Il problema comunque non è il valore economico di quello che è stato rubato, ma la sensazione di sentirsi violati nel proprio spazio privato”.
Dopo aver scoperto il furto, Bassetti si è lasciato andare a uno sfogo in un video sui social. E a tal proposito ha spiegato: "Mi sono sentito violato. Ritengo che a Milano ci sia un problema di sicurezza. Non ho nulla contro la città, di cui anzi sono innamorato, ma negli ultimi quattro o cinque anni ho notato un notevole peggioramento. Come molti genovesi, ho sempre frequentato Milano con regolarità, avendo qui tanti amici. E poi avevo una zia che abitava in via Vittor Pisani, a due passi dalla stazione Centrale e andavo spesso a trovarla senza mai avere alcun problema. Adesso invece quando arrivo in Centrale io ho paura. Dobbiamo tornare indietro agli anni Ottanta, quando prima di scendere dalla macchina staccavamo l’autoradio per evitare che venisse rubata?”.






