Il trionfo di un Clumber spaniel al più famoso concorso cinofilo del mondo si è trasformato in un caso mediatico e giudiziario. Dopo la vittoria del cane Bruin al Crufts 2026, è emerso che il suo allevatore Lee Cox è stato condannato nel 2001 per crudeltà sugli animali. Associazioni animaliste, petizioni online e pressioni sui media riaccendono il dibattito sui controlli e sull’etica degli allevamenti: ora si chiede la squalifica del vincitore e che Channel 4 non trasmetta più l’evento.

Il trionfo al Crufts e la scoperta della condanna

La vittoria di Bruin, un Clumber spaniel di quattro anni che ha sbaragliato la concorrenza di altri 18 mila cani, al Crufts 2026, il più prestigioso concorso canino internazionale, avrebbe dovuto rappresentare il culmine della carriera del suo allevatore e conduttore, Lee Cox.

Ma poche ore dopo la proclamazione del vincitore è emersa una vicenda del passato dell’allevatore che ha cambiato radicalmente il tono del dibattito pubblico: secondo documenti giudiziari, Lee Cox è stato condannato nel 2001 per aver causato “sofferenze non necessarie” a uno Spaniel nero chiamato Adam.

Il caso è stato esaminato dal tribunale di Sedgemoor Magistrates’ Court dopo un processo durato tre giorni. L’animale, utilizzato per anni come cane da riproduzione, soffriva di una grave infezione cronica all’orecchio, talmente avanzata da richiedere la rimozione chirurgica dell’organo.