Altro balzo in avvio per i rendimenti sulla curva euro e per lo spread tra Btp e Bund nella mattinata di venerdì 13 marzo. Entrambi accusano ancora il pessimismo per gli esiti della guerra in Medio Oriente. Nelle prime battute, il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a poco sopra gli 81 punti, in aumento rispetto ai 78 punti in chiusura di ieri.
In deciso rialzo anche il rendimento del Btp decennale benchmark, che ha segnato una prima posizione al 3,80%, dal 3,73% segnato alla chiusura di ieri. E così si avvicina sempre più verso il 4%. Un rendimento che già nella giornata di lunedì 9 marzo, a una settimana dall’avvio del conflitto, è stato ai massimi da aprile 2025. Mentre uno spread su questi valori non si vedeva da ottobre.
Con la fiammata dei prezzi del petrolio e del gas c’è un certo timore degli investitori per un balzo dell’inflazione. I tassi sui titoli di Stato in tutta l’eurozona sono sotto pressione. Incertezza e volatilità si sono spinte anche sul reddito fisso, insomma, non solo sul mercato azionario, per quanto la curva dei rendimenti non è diventata più ripida.
Collocati 6 miliardi
Intanto, ieri, giovedì 12 marzo, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato 6 miliardi di euro di Btp nelle aste. I rendimenti sono stati in rialzo. Nello specifico, sono stati collocati 2 miliardi di euro del Btp 2,4% tre anni, con scadenza il 15 marzo 2029, per cui la domanda è stata di 3,22 miliardi, che corrispondono ad un rapporto di copertura di 1,61. Stando al resoconto fornito da Banca d’Italia, il rendimento lordo si è assestato al 2,75%, in crescita di 38 punti base rispetto all’analoga asta precedente, del 12 febbraio.






