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Cassese: "Con la riforma giudici più indipendenti". Il ministro: "Troppi errori"

Giri fra sale e salette e non trovi un centimetro quadrato libero. Personaggi famosi e sbiaditi, signore ingioiellate e infervorate. Magistrati e avvocati, capelli bianchi e tanti giovani. Ma da dove è sbucata tutta questa folla che riempie all'inverosimile il Franco Parenti, uno dei teatri storici della metropoli? Per certi versi sembra di stare dentro un happening della sinistra anni Settanta, però lo specchio guarda da un'altra parte e cattura un popolo che fino a ieri nemmeno sapeva di esistere. Le spille verdi e le grida sono per il sì, sì al referendum sulla separazione delle carriere che incombe fra meno di due settimane.

La regia è di Fratelli d'Italia ma la partecipazione e gli applausi non si misurano con le tessere di partito "Questi cambiamenti - spiega Sabino Cassese, uno de più autorevoli giuristi italiani - non fanno fare un passo indietro, ma un passo in avanti all'indipendenza dei giudici e dei pubblici ministeri, ne riconoscono il ruolo. Il referendum va nella giusta direzione".