In principio furono le scuole, tra lezioni sospese, merende vietate all’intervallo e interrogazioni congelate, poi toccò alle strade chiuse per motivi religiosi, e infine al calcio. Quando il Ramadan arriva, arriva... E cristiani, buddisti, induisti - insomma: tutti tranne i musulmani- devono fare un passo indietro e adeguarsi al Corano.

Succede che a Casalecchio di Reno, paesone in provincia di Bologna, la locale società di pallone, la Real Casalecchio, chiede e ottiene dalla Federazione di posticipare le gare della squadra juniores (ragazzi tra i 17 e i 18 anni) per consentire a quattro suoi ragazzi - provenienti da Marocco, Nigeria, Tunisia e Mali - di poter seguire alla lettera i dettami del mese sacro all’islam. Ovvero bere e mangiare dopo il tramonto. Da qui l’idea di giocare le cinque partite in programma a marzo alle 18.30 e non alle 17.15 come previsto da calendario, in modo da farli rifocillare prima di mettere piede sul rettangolo verde. «Una richiesta nata spontaneamente e fondata sul rispetto reciproco, per andare incontro alle diverse esigenze», spiega al Resto del Carlino l’allenatore Gianni Gandolfi.

ISLAM, COSA APPARE SUL TABLET DEGLI STUDENTI: RIVOLTA A PIOLTELLO

“Ramadan mubarak”. Ovvero buon Ramadan. Ci sono due mezzelune e altre decorazioni arabeggianti sulla scherma...