Il tavolo tra governo e opposizioni sulla crisi in Medio Oriente per ora prende la forma di un coordinamento telefonico.
All'indomani dello scontro in Parlamento, e dopo un nuovo scambio di accuse in mattinata, nel pomeriggio Giorgia Meloni ha sentito i segretari dei partiti di centrosinistra, promettendo di aggiornarli "per le vie brevi" sulle evoluzioni della crisi in Medio Oriente.
Sarebbe opportuno - in sintesi l'input della premier - remare insieme per rendere più forte la voce dell'Italia in questo momento, delicato come pochi altri nella storia recente, che pone davanti a difficoltà enormi ed evoluzioni continue. Che preoccupano ancor più dopo l'attacco alla base italiana ad Erbil.
Uno scenario che sarà al centro del Consiglio supremo di difesa, convocato al Quirinale venerdì alle 10 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Colle e governo condividono i timori di un conflitto di cui è ancora complicato prevedere gli sviluppi. Sul tavolo ci sono le ricadute sulla sicurezza interna ed energetica, gli aiuti ai Paesi del Golfo, a partire dall'invio di un Samp-T agli Emirati, ma anche la situazione dei militari italiani dislocati nell'area infiammata dall'offensiva di Usa e Israele all'Iran.











