L'incubo di attentati negli Stati Uniti, in rappresaglia all'attacco di Washington e Israele contro l'Iran, si è concretizzato nell'attacco ad una sinagoga in Michigan.
Al momento non è chiaro quale sia il movente dell'uomo che ha guidato la sua auto o il suo camioncino imbottito di mortai contro il Temple of Israel, alla periferia di Detroit, e ha aperto il fuoco contro gli agenti della sicurezza prima di essere ucciso. Ma dal dispiegamento di forze, almeno un centinaio di macchine della polizia, è stato evidente che c'era il timore di un attacco di vaste proporzioni. Anche perché la sinagoga presa di mira ospita una delle più grandi congregazioni ebraiche riformate degli Stati Uniti e nel complesso c'è pure una scuola materna.
Fortunatamente nessuna vittima, tranne l'assalitore, e solo un ferito, un agente colpito dal suo veicolo che è riuscito ad entrare nell'ingresso della sinagoga. I bambini, tutti dai 3 ai 5 anni, sono stati subito evacuati grazie alle ingenti misure di sicurezza presenti nell'edificio di culto, come ha spiegato lo sceriffo Michael Bouchard.
Tuttavia per qualche ora la città di Bloomfield è rimasta col fiato sospeso, anche perche' non è stato subito chiaro se l'aggressore avesse agito da solo. Non appena ricevuta la notizia dell'attacco, la Federazione Ebraica di Detroit ha ordinato il lockdown a tutte le organizzazioni ebraiche della zona e nelle scuole è scattata "la modalità sicurezza".













