Per mesi lo avevano preso di mira con una crudeltà sistematica, approfittando della sua disabilità cognitiva per trasformarlo in un oggetto di divertimento. Abusi sessuali, botte, sigarette spente sul collo, docce gelate con la pompa dell'acqua, cibo e bevande disgustose con cui lo costringevano a umiliarsi. Stamattina i carabinieri di Afragola hanno arrestato tre giovani del posto, accusati di violenza sessuale di gruppo e atti persecutori aggravati ai danni di un ragazzo affetto da ritardo cognitivo.

La vittima, che frequentava un centro polifunzionale della zona per seguire programmi terapeutici, aveva iniziato a dare una mano gratuitamente in un esercizio commerciale del quartiere. Lì è cominciato l'incubo. I tre, secondo quanto ricostruito dal GIP del Tribunale di Napoli Nord nell'ordinanza di custodia cautelare, lo avevano attirato nel retro del negozio e lo avevano abusato sessualmente con minacce e violenza, filmando almeno una parte di quanto accadeva. Le vessazioni erano poi continuate per mesi, in strada e nei pressi del negozio, quasi quotidianamente.

A far emergere la vicenda era stata una visita inattesa: tre sconosciuti si erano presentati a casa del ragazzo riferendo alla madre dell'esistenza di un video circolato in rete. Solo allora il giovane, tra lacrime e imbarazzo, aveva trovato il coraggio di raccontare tutto. Aveva già tentato di confidarsi in precedenza, sia con la madre che con la sua psicoterapeuta, ma entrambe avevano sottovalutato le sue parole, ritenendo si trattasse di un modo per attirare attenzione. Le indagini, corroborate anche da intercettazioni telefoniche e dal riconoscimento fotografico degli indagati, hanno convinto il giudice della solidità del quadro accusatorio.