"Tra gli eventi sicuramente meno previsti della guerra Usa-Iran possiamo certamente collocare la ripresa dei rapporti fra Trump e Putin".

Arduino Paniccia, analista di strategia militare e geopolitica e fondatore e presidente dell'Asce.

Scuola di competizione economica internazionale di Venezia, legge così la nuova fase apertasi fra Mosca e Washington dopo "una lunga telefonata fra i due presidenti", nella quale, osserva, Putin "si è offerto di mediare per una veloce conclusione del durissimo confronto in Medio Oriente e la fine delle ostilità con Teheran", mentre sullo sfondo resta anche la partita ucraina.

Secondo Paniccia, intervistato a margine di un incontro a Udine, non si tratta di un gesto solo politico. "Putin, grazie al balzo delle quotazioni del petrolio, vede i suoi introiti crescere notevolmente", il che rafforza il margine d'azione del Cremlino, dopo una fase in cui il calo del greggio aveva pesato sulle entrate energetiche russe e sulla tenuta finanziaria dello sforzo bellico. In questo quadro, aggiunge, Mosca tenta anche di riaprire il dossier energetico europeo, proponendosi, attraverso le parole del portavoce Dmitry Peskov, come "fornitore affidabile".

Per l'analista, anche Trump avrebbe modificato il proprio atteggiamento nei confronti del Cremlino. "Da una fase di delusione e freddezza totali, Trump è passato alla proposta di allentare le sanzioni contro la Russia", convinto di un'intensa collaborazione futura e proficua fra i due Paesi", annota Paniccia. Resta però aperta l'incognita cinese sulla crisi nel Golfo.