Vedendo tutta di un fiato la seconda stagione di One Piece, Verso la Rotta maggiore, viene da pensare a come la stessa identica operazione sia stata fatta con Cowboy Bebop e quanto i risultati siano diversi: una di grande successo, l'altra fallimentare. I nuovi episodi dell’adattamento live action di Netflix dal manga di Eichiro Oda è ancora più grandiosa, eccitante e stravagante della prima. Soprattutto, ha un cuore ancora più grande e questa è la principale differenza con Cowboy Bebop. Zeppa di easter egg, appassionatamente fedele alla fonte, la seconda stagione di One Piece supervisionata dagli showrunner Matt Owens e Steven Maeda tiene sul piedistallo i fan della longevissima avventura piratesca. Le otto puntate che la compongono sarebbero memorabili anche solo per la loro spettacolarità: quella dello streamer è una produzione monumentale, ed è una trasposizione che solo pochi anni fa - non solo per sforzo produttivo ma per effettivi limiti tecnici - sarebbe stato impossibile realizzare, ma che grazie alla Cgi, a un sacco di soldi e a una squadra eccezionale di carpentieri, costumisti, addetti a make up, hair stylist ed esperti di effetti speciali offre un tuffo (sì, continueremo a fare analogie a tema marino o piratesco) immersivo nella sfrenata fantasia di Oda.
One Piece Verso la rotta maggiore è una seconda stagione bigger, better e più stravagante che mai
L'adattamento della monumentale opera di Oda si conferma la migliore trasposizione live action di un manga in circolazione, e il segreto della sua riuscita non è solo un grande budget ma un grande cuore






