Milano, Piazza Affari. Tre donne immobili su una panchina davanti a Palazzo Mezzanotte. Il 9 marzo, il giorno dopo la Giornata Internazionale della Donna, Zenith Global ha scelto il cuore della finanza per lanciare una campagna sulla violenza economica. Una performance, con le donne trasformate in statue, ferme e con il volto tinto di bianco, bloccate finché qualcuno non lasciava un messaggio vicino a loro. Solo a quel punto si animavano, ruotavano un cartello e mostravano un dato. I numeri che comparivano vengono dall'Istat: il 24,3% delle donne non partecipa alle decisioni economiche familiari, il 6,6% dichiara di subire o aver subito forme di violenza economica da parte del partner.

La performance è la prima tappa di un percorso che si chiuderà il 15 aprile con un convegno. In quella sede Zenith Global presenterà i risultati di una ricerca commissionata a SDA Bocconi, ancora in corso, che analizza il rapporto tra donne e finanza in Italia: competenze, fiducia nelle proprie capacità, comportamenti economici. L'obiettivo è capire quali fattori ostacolino o favoriscano l'autonomia finanziaria femminile.

«L'indipendenza e l'uguaglianza passano anche dall'autonomia economica», ha detto Umberto Rasori, amministratore delegato di Zenith Global. La società cita dati interni a sostegno del messaggio: oltre il 63% dell'organico è femminile, l'80% del management è composto da donne, con parità salariale rispetto ai colleghi uomini. Nel 2025 ha ottenuto la certificazione per la parità di genere.