La dinamica è sempre stata la stessa: l’irruzione di un uomo armato di pistola e con il volto coperto dalla maschera di Dalì, resa popolare dalla seria La Casa di Carta, e il tentativo di impossessarsi dell’incasso, possibilmente in tarda serata. Poi la fuga, insieme ad altri tre complici. Cinque colpi, messi a segno o tentati negli ultimi due mesi, che avevano seminato il panico tra i commercianti della provincia di Alghero, in Sardegna.

Ora a confessare l’autorialità delle azioni sarebbe stato un ragazzo di 24 anni originario della zona. Il giovane, portato ieri in caserma dai militari insieme ad altre tre persone e interrogato fino a tarda notte, ha sostenuto di aver agito da solo, assumendosi tutte le responsabilità. Per lui, immediato il provvedimento di fermo disposto dall’autorità giudiziaria: assistito dall’avvocato Danilo Mattana, è stato trasferito nel carcere di Bancali, a Sassari, nell’attesa della convalida.

Nel frattempo, le indagini dei carabinieri coordinate dal capitano Michele Marruso proseguono per verificare la versione fornita e ricostruire nel dettaglio i tre colpi messi portati a termini e i due tentati. Se confermata dai riscontri investigativi, la confessione potrebbe far cadere l’ipotesi iniziale di una banda organizzata, formata da uomini di età compresa tra i 25 e i 30 anni.