Conto alla rovescia per la data di venerdì 20 marzo: 93 Università e centri di ricerca, in tutta Italia e all’estero, ospiteranno la XVIII edizione di UniStem Day, il grande evento di divulgazione scientifica dedicato alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado nato nel 2009 all’Università Statale di Milano, su iniziativa della Professoressa e Senatrice a vita Elena Cattaneo. Questa è la terza puntata che “Tuttoscienze” dedica alla nuova serie di Unistem Day: coinvolgerà oltre 30 mila ragazze e ragazzi, che anche quest’anno partecipano in contemporanea nelle varie città: per loro sono previsti seminari, incontri con studiosi di diverse discipline, attività ricreative e visite ai laboratori. Il tema di questa edizione, “Liberi di scegliere”, è un invito alle studentesse e agli studenti a sentirsi liberi di costruire il proprio futuro e intraprendere la strada che più si sente propria, andando oltre i pregiudizi e le convenzioni sociali. La rete di UniStem Day, intanto, si allarga anche all’estero: comprende Università e Istituti di ricerca di 12 Paesi. Oltre all’Italia, ne fanno parte Australia, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svezia e Ungheria. Il sapere scientifico come missione di vita, che supera ogni confine. Vladislav Sikora ha proseguito le sue ricerche sull'autismo anche quando il suo Paese, l'Ucraina, è stato attaccato dalla Russia. Nel 2022 è stato insignito del premio come "Miglior giovane scienziato dell'anno" in campo medico dal ministero dell'Istruzione e della Scienza dell'Ucraina; l'anno successivo grazie al grant MSCA4Ukraine, assegnato dalla Commissione Europea per sostenere i progetti dei ricercatori fuggiti dal conflitto, è arrivato in Italia. All'Università di Foggia ha potuto portare avanti le sue ricerche ed è proprio nell'ateneo pugliese che racconterà la sua esperienza in occasione di UniStem Day nel convegno “La scienza non si ferma: dall'Ucraina all'Italia”. Dottor Sikora, perché ha accettato l'invito di UniStem Day? "Credo fermamente nell'importanza del dialogo tra scienziati e società. La tradizione dello UniStem Day rappresenta un esempio eccezionale di come la conoscenza e l'innovazione possano essere condivise con gli studenti delle scuole superiori in tutta Europa. Queste iniziative sono un'occasione unica di dialogo aperto con giovani menti in una fase formativa del loro percorso accademico e un'ispirazione per le loro carriere future. Come scienziato ucraino, partecipare allo UniStem Day ha un significato personale, poiché riflette la solidarietà della comunità accademica internazionale e conferma che la diffusione della conoscenza continua anche in tempi difficili”. Lei prenderà parte a una conferenza intitolata “La scienza non si ferma”: che cosa significa per lei questa affermazione? “E' un promemoria della nostra responsabilità professionale come scienziati. La scienza non è solo una professione, è uno stile di vita. In ogni momento il progresso scientifico resta un pilastro fondamentale dello sviluppo umano; il lavoro scientifico avanza silenziosamente e la conoscenza si accumula attraverso le generazioni, ma dietro ogni risultato ci sono pazienza, persistenza, curiosità, fallimenti e speranza. La scienza può trascendere qualsiasi confine e non fermarsi mai”. Nelle università italiane, quest'anno, UniStem darà voce anche agli studenti ucraini e palestinesi che sono stati accolti per continuare i loro studi interrotti. Quanto è importante fornire continuità educativa a coloro che sono colpiti dalla guerra? “E' di fondamentale importanza, sia dal punto di vista accademico sia di sostegno morale. Alcuni studenti hanno perso non solo l'accesso all'istruzione, ma anche le loro case e persino le loro famiglie. In questo contesto le università non sono solo luoghi di conoscenza, ma spazi che proteggono il pensiero critico e la dignità umana. Accogliendo gli studenti a rischio, le università li aiutano a continuare i loro studi sotto la protezione dell'Ue, a vivere una vita normale e inseguire i loro sogni, prevenendo la perdita del potenziale intellettuale di un'intera generazione. Sostenerli oggi è una testimonianza del potere della solidarietà accademica, permettendo loro di applicare la conoscenza che acquisiscono per il futuro dell'Ucraina e della comunità globale. Nel mio caso, grazie alla Professoressa Luigia Trabace e al suo team presso il Laboratorio di Farmacologia dell'Università di Foggia, ho avuto la fortuna non solo di continuare il mio lavoro scientifico, ma anche di costruire una vita professionale e personale”. Nel 2023, ha ricevuto una sovvenzione dalla Commissione Europea nell'ambito del programma MSCA4Ukraine. In che cosa consiste il progetto che sta portando avanti sui disturbi dello spettro autistico? “Il progetto si concentra su indagini precliniche dei meccanismi comportamentali, neurochimici e biomolecolari legati al sesso che sottostanno ai disturbi dello spettro autistico. Utilizziamo un modello murino BTBR unico di autismo idiopatico (topi da laboratorio con caratteristiche specifiche ndr.) per studiare le alterazioni cerebrali e periferiche, mirando a fare luce sulle cause e le conseguenze di questa condizione. Inoltre, stiamo esplorando potenziali approcci terapeutici basati su composti naturali per modulare i percorsi molecolari rilevanti. Il nostro obiettivo è contribuire a strategie più precise e personalizzate per la diagnosi precoce e il trattamento non invasivo”. Perché ha scelto di concentrarsi sui disturbi dello spettro autistico? “I disturbi dello spettro autistico rappresentano una patologia complessa e multifattoriale, che pone sfide sia scientifiche sia sociali. Inoltre, la crescente prevalenza di questi disturbi sottolinea l'urgente necessità di una comprensione più profonda. Ciò che mi motiva particolarmente è l'eterogeneità dell'autismo, che richiede competenze multidisciplinari che combinano epigenetica, medicina, biologia, immunologia, farmacologia e nutrizionistica”. Qual è la frontiera più promettente nella ricerca in questo campo? "All'interno della nostra ricerca una delle direzioni più promettenti è l'indagine dei ruoli dello stress ossidativo disregolato e dell'infiammazione nello sviluppo cerebrale precoce e la valutazione del potenziale impatto di un’integrazione alimentare mirata per mitigare le alterazioni associate. L'obiettivo collettivo degli scienziati è svelare le basi biologiche dell'autismo e perfezionare gli approcci terapeutici, traducendo questi risultati per migliorare la qualità della vita delle persone con autismo”. Il ruolo della comunità scientifica internazionale in un contesto di guerra può servire come ponte tra Paesi divisi dal conflitto? “A mio avviso la comunità scientifica internazionale sta giocando un ruolo essenziale e moralmente significativo nel sostenere l'Ucraina a seguito dell'invasione della Russia. Come ricercatore ucraino in Italia, ho testimoniato in prima persona il potere significativo e trasformativo di questa solidarietà. Fin dai primissimi giorni della guerra, la risposta di università, istituzioni di ricerca ed enti finanziatori in tutto il mondo ha dimostrato supporto e rispetto. A migliaia di ricercatori ucraini sfollati sono state offerte posizioni e borse di studio, permettendo loro di continuare il proprio lavoro in sicurezza e dignità. Allo stesso tempo, numerosi programmi di finanziamento e iniziative di collaborazione sono stati progettati per sostenere le istituzioni ucraine nel mantenere la capacità di ricerca e la continuità educativa, nonostante la distruzione e lo sconvolgimento causati dalla guerra. Questa risposta collettiva mostra che la comunità scientifica globale può agire come un difensore di sani principi della libertà accademica di fronte all'aggressione. Tuttavia, la questione se la scienza possa servire come ponte tra Paesi divisi dalla guerra è complessa, poiché la realtà attuale non può essere ignorata. Un certo numero di scienziati e istituzioni russi hanno apertamente sostenuto la guerra e l'occupazione dei territori ucraini, incluse le istituzioni di ricerca ucraine. Tali posizioni minano la fiducia e contraddicono i principi etici fondamentali della libertà accademica, della dignità umana, dell'integrità e del rispetto”. Un messaggio ai ricercatori e agli studenti ucraini che vivono ancora nel loro Paese? “Grazie al loro coraggio la maggior parte delle università è ancora in grado di continuare le proprie attività accademiche. Ai ricercatori e agli studenti ucraini che continuano i loro studi e il loro lavoro in Ucraina vorrei esprimere il mio più profondo rispetto. Il loro impegno verso l'istruzione e la scienza dimostra una forza e una resilienza straordinarie, nonostante le sfide eccezionali e le costanti minacce alla loro sicurezza”.
“Dall’Ucraina all’Italia: vi racconto come la scienza non si ferma”
Vladislav Sikora all’evento “Unistem Day” del 20 marzo: “I miei studi sui meccanismi dell’autismo e l’esempio della resilienza della ricerca”







