Il governo serbo ha fatto oggi gli onori di casa al secondo meeting dei Paesi che parteciperanno all'Expo internazionale 2027, che si terrà a Belgrado: 500 delegati da 130 Paesi, fra cui l'Italia - ha preso la parola anche l'ambasciatori Luca Gori - , hanno fatto il punto della situazione e verificato lo stato di avanzamento dei preparativi per l'evento, atteso dal maggio ad agosto del prossimo anno nella capitale serba.

Una riunione accompagnata dalla promessa, fatta ieri dal ministro alle Finanze, Siniša Mali, che la serbia darà assistenza finanziaria ad alcuni Paesi che ne facessero richiesta per completare i rispettivi padiglioni espositivi, se l'attuale situazione mondiale influirà su tale assistenza.

Un impegno ribadito oggi dalla ministra al Commercio, Jagoda Lazarević, alla domanda di una giornalista africana: "La salute dell'economia serba è buona, non sappiamo cosa accadrà il prossimo anno, ma ciò che abbiamo promesso come aiuto ai Paesi dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina per ora vale e spero che venga mantenuto. Non abbiamo preoccupazioni al riguardo e al momento non c'è nulla che ci preoccupi per quanto riguarda gli aiuti e il finanziamento dei Paesi che vogliano partecipare", ha sottolineato Lazarević, citata da Tanjug. Rispondendo a una domanda e rigettando le accuse e i sospetti secondo cui i costi dell'evento sarebbero lievitati fino a 18 miliardi, il direttore di Expo 2027 Beograd, Danilo Jerinić, secondo quanto riferisce Tanjug, ha detto: "Tutto ciò che facciamo intorno all'Expo non supera la stima di 1,3 miliardi di euro, la cifra pianificata al momento in cui la Serbia ha presentato la sua candidatura per ospitare per la prima volta l'evento". Tra i delegati che hanno partecipato oggi al Sava Centar belgradese al secondo International Participants Meeting (Ipm) - il primo si è tenuto lo scorso giugno -figurano rappresentanti del Bureau International des Expositions (Bie) e delegati delle principali economie mondiali, fra i quali, oltre all'Italia, Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Cina, nonché delegati provenienti da Brasile, Messico e Argentina, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Russia, Arabia Saudita e Israele, nonché dai principali paesi del continente africano: Sudafrica, Nigeria, Egitto ed Etiopia.