C’è un pappagallo coloratissimo ad ARCOMadrid che ci fissa con tristezza, sembra che voglia interrogarci. Per l’artista Michele Gabriele è un suo autoritratto interiore. Non ritrae le crisi che attanagliano il mondo ma ritrae il proprio sconforto di fronte alle stesse; un atto di denuncia tanto potente quanto intimista contro l’indifferenza del sistema dell’arte e della politica verso i drammi contemporanei, uno squarcio nella bolla dorata, il pappagallo fa parte di una serie di dipinti “An Unbothered, Sad and Cringe Parrot” presenti nello stand della galleria svizzera KALI con quotazioni tra i 10.900 e i 13.000 franchi svizzeri. Un’opera che rappresenta un sentiment collettivo e che ricontestualizza la fiera all’interno di uno scenario più ampio. Nonostante il contesto geopolitico poco rassicurante ARCOMadrid (4-8 marzo) ha offerto una 45ª edizione in grande spolvero dove ha accolto 211 gallerie provenienti da 30 paesi diversi e ben 95.000 i visitatori, un numero fuori scala se paragonato con le fiere italiane, un numero che racconta l’impatto culturale dell’appuntamento sulla società spagnola, al di là del ristretto sistema dell’arte.
Gli espositori
ARCO è da sempre il regno di grandi galleriste che tra l’altro l’hanno fondata nel 1980, in fiera si sente la mancanza di figure iconiche come Helga de Alvear e Juana de Aizpuru, ma il testimone di questo sistema splendidamente matriarcale è in buone mani e tra le eredi c’è sicuramente Elba Benitez. Grandissima attenzione per il suo stand in cui convivono talenti nazionali e internazionali, una scultura senza titolo di Miroslaw Balka accoglie i visitatori all’ingresso dello stand: palloni per la preparazione psicomotoria recuperati negli anni ’90 e infilati uno sull’altro fino a raggiungere l’altezza dell’artista polacco: ci parlano della memoria e della sua persistenza, 100.000 euro la richiesta. Ma l’attenzione va, soprattutto, a Oriol Vilanova, 45enne artista catalano che rappresenterà la Spagna alla prossima Biennale di Venezia, Villanova ha un’ossessione: le desuete cartoline postali! Le raccoglie nei mercatini, le cataloga, le usa e le riusa nella sua opera parlandoci così del perpetuarsi delle immagini nella nostra cultura e di come si trasmette la memoria. Una sua installazione spicca, nello stand, una giacca blu con delle cartoline in tasca, il titolo è “old master” e, infatti, le cartoline raffigurano capolavori della storia dell’arte: 10.000 euro il prezzo di vendita.








