Si è tolto la vita impiccandosi in un bagno, Antonio Meglio, l'uomo di 39 anni che la sera di giovedì scorso, nel quartiere Vomero di Napoli, ha aggredito e ferito con un coltello una giovane penalista di 32 anni che neppure conosceva su un bus dell'Anm.

Ieri il gip aveva convalidato il fermo e disposto per lui il carcere. Il suo avvocato aveva invece chiesto che fosse ricoverato in una struttura sanitaria adeguata alle sue condizioni di salute.

Il caso del 39enne napoletano richiama alla mente quello della 23enne di Kiev Iryna Zarutska, uccisa a coltellate da un 34enne americano mentre viaggiava a bordo di un treno della metropolitana di Charlotte, in North Carolina. La salma dell'uomo, descritto come una persona colta e proveniente da una buona famiglia ma in cura per problemi psichiatrici, è stata sequestrata per l'autopsia. A questo punto appare scontata un'indagine della Procura. La notizia della morte del 39enne nella psichiatria dell'ospedale San Giovanni Bosco è stata comunicata ieri intorno alle 23 al suo legale, l'avvocato Gianluca Sperandeo. Nel nosocomio era tenuto sotto controllo dai sanitari e dalle forze dell'ordine ma questo non ha evitato il peggio. In carcere si erano già manifestati atti di autolesionismo (con testate contro il muro) tanto da spingere ieri i medici a firmare un Tso.