Uno per otto. Questo è l’effetto moltiplicatore che emerge dallo studio «Economia della montagna. Impatti e sfide del sistema montagna in Italia commissionato da ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari aderente a Confindustria) a PwC Italia. Per ogni euro speso per l’acquisto di biglietti e servizi turistici negli impianti di risalita si genera un effetto di oltre 8 volte per il giro d’affari locale stimolato, inteso come valore della produzione. Se invece si considera il solo impatto sulla spesa turistica l’effetto moltiplicatore è di oltre 5 volte. L’analisi misura l’impatto socio-economico del turismo montano legato agli impianti di risalita per la Valle D’Aosta, Lombardia, Veneto e le province di Trento e Bolzano.
I dati evidenziano come nei territori analizzati, a fronte di 1.111 milioni di euro di spesa turistica destinata agli impianti di risalita per l’acquisto di skipass e altri servizi elargiti dai gestori, la spesa turistica locale complessiva ha raggiunto 5.576 milioni Iva esclusa, attivando 8.941 milioni di giro d’affari e oltre 75 mila tra occupati diretti e indiretti locali. Tutto ciò ha prodotto un gettito fiscale pari a 548 milioni di euro per Regioni, Province e Comuni dell’area montana dei territori analizzati. Per comprendere come il turismo montano sia capace di generare un impatto fiscale significativo a livello locale, basti pensare che per ogni giornata di sci registrata sugli impianti di risalita, il gettito fiscale medio per sciatore è pari a 15,5 euro.







