Carlo Masci da oggi è tornato a tutti gli effetti sindaco di Pescara, stravincendo le elezioni che il Tar gli aveva fatto ripetere in 23 sezioni della città. Della vicenda ci eravamo occupati lo scorso giugno. Riassumiamola: un anno e mezzo fa il centrodestra vince alle elezioni al primo turno e Carlo Masci (centrodestra) si riconferma sindaco, staccando il secondo arrivato, Carlo Costantini (centrosinistra) di 16 punti percentuali.
Passa un anno e il Tar - su ricorso di un ex consigliera del Pd ravvisa irregolarità formali in 23 sezioni elettorali (su 170), ordinando la ripetizione delle elezioni solo per quelle sezioni. Masci, che contemporaneamente vede limitati i suoi poteri all’ordina amministrazione, si trova davanti a un bivio: accettare di rifare le elezioni o fare ricorso al Consiglio di Stato. Forte dei risultati che lo avevano visto vincere al primo turno con oltre il 50% dei voti, sceglie la prima strada e fissa le elezioni nelle 23 sezioni pescaresi per l’8 e 9 marzo. Risultato: va a votare il 55,96% degli aventi diritto e lui vince con il 55,7% dei voti contro il 36,8% dello sfidante di centrosinistra. Un trionfo, che lo rimette al suo posto.
«Mi aspettavo un grande risultato, ma così è incredibile - spiega Masci ai giornalisti -. Mi sono commosso, perché Pescara ha risposto come non potevo neanche immaginare nel più bello dei miei sogni. E va vinto la buona politica - prosegue il sindaco -, ha vinto la buona amministrazione, hanno vinto i buoni sentimenti e ha vinto la Pescara della testa e del cuore, contro la Pescara del livore. Ne abbiamo visto tanto in questa campagna elettorale che ha fatto anche male, ma oggi il sorriso degli amici e il consenso dei pescaresi mi ripagano di tutte le tristezze che ho visto in questi mesi». E ancora: «La differenza l’ha fatta il lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni. Ringrazio tutti gli amici che mi sono stati vicini, anche nei momenti più duri: gli assessori, i consiglieri, i responsabili dei partiti e i candidati che, pur sapendo di non essere eletti, hanno corso per amore della città e perché hanno creduto in un sindaco che ci mette il cuore, la passione e il sentimento».








