Il Kosovo non andrà più necessariamente al voto il mese prossimo: la Corte Costituzionale di Pristina ha infatti imposto una misura temporanea che sospende fino al 31 marzo, data entro la quale ci sarà una pronuncia definitiva, il decreto di scioglimento dell'Assemblea nazionale del 6 marzo dalla presidente della Repubblica, Vjosa Osmani, che lo aveva emesso in quanto il Parlamento non aveva rispettato i tempi previsti dalla Costituzione per l'elezione di un nuovo capo dello Stato.
La decisione significa che la Corte ha accolto il ricorso contro il decreto della presidente presentato dal partito del premier Albin Kurti, Movimento Vetëvendosje (Lvv).
La Corte Costituzionale ha affermato che la decisione è ex ufficio e che vieta qualsiasi azione del presidente Osmani in relazione al decreto del 6 marzo, cioè le vieta anche di indire nuove elezioni fimo a una pronuncia finale, nonché qualsiasi azione dell'Assemblea del Kosovo mentre la misura temporanea è in vigore. La Corte ha affermato che la misura è valida fino alla decisione del caso e che "ha la funzione di impedire che si arrechi un danno irreparabile all'ordine costituzionale del Kosovo e al funzionamento democratico delle istituzioni chiave del Kosovo". Il ricorso di Lvv si basava sul principio che, seppure non fossero stati rispettati i tempi per l'elezione di una presidente della repubblica - la scadenza è di 60 giorni prima che finisca il mandato di Osmani, il 4 aprile -, non erano stati eseguiti il massimo di tre voti per eleggere il capo dello Stato (due a maggioranza di due terzi e il terzo a maggioranza asslolta semplice). La richiesta di valutazione della costituzionalità del decreto di scioglimento dell'Assemblea è stata presentata dal Kurti per conto del Governo, via e-mail il 7 marzo 2026, mentre la Corte l'ha registrata il 9 marzo 2026.






