Terzo giorno consecutivo di proteste a Cuba contro i blackout e la crisi economica, con 'cacerolazos', blocchi stradali e nuove scritte antigovernative in diverse città dell'isola.

Secondo video e testimonianze diffuse sulle reti sociali e riportate da media indipendenti come Diario de Cuba, 14yMedio e CiberCuba, manifestazioni spontanee sono state segnalate in vari quartieri dell'Avana e in altre località del Paese.

Nella capitale gruppi di residenti sono scesi in strada durante la notte battendo pentole e padelle per protestare contro i lunghi tagli di elettricità, che in alcune zone avrebbero superato le 20 ore consecutive.

In alcuni casi i manifestanti hanno anche bloccato le strade e dato fuoco a cumuli di rifiuti.

Intanto una ventina di studenti ha organizzato un sit-in pacifico sulla scalinata dell'Università dell'Avana per contestare le difficoltà accademiche legate alla crisi energetica e alla didattica semipresenziale, resa problematica dai frequenti blackout e dalla scarsa connessione internet.