«L’impennata dei costi energetici avrà l’impatto maggiore sull’Italia, dove l’inflazione nel quarto trimestre di quest’anno potrebbe aumentare di oltre 1 punto percentuale rispetto alle precedenti previsioni della società di consulenza». Lo evidenzia il Financial Times sulla base di un’analisi condotta da Oxford Economics. «L’Eurozona nel suo complesso e il Regno Unito registreranno un aumento di oltre mezzo punto percentuale dell’inflazione prevista. Al contrario, l’inflazione negli Stati Uniti nel quarto trimestre aumenterà di soli 0,2 punti percentuali, mentre il Canada sarà il paese meno colpito, secondo l’analisi».

«L’attacco di Donald Trump all’Iran infliggerà un colpo più duro alle economie europee e asiatiche che agli stessi Stati Uniti, che saranno in parte ammortizzati dagli effetti grazie al loro ampio settore energetico interno, affermano gli analisti. Gli Stati Uniti sono esportatori netti di gas naturale dal 2017 e di petrolio dal 2020, secondo i dati ufficiali, il che significa che il loro settore energetico beneficia dell’aumento dei prezzi, anche se la famiglia media americana sarà duramente colpita dall’aumento dei prezzi della benzina», scrive il Ft.

«Al contrario, le economie europee e asiatiche che dipendono dalle importazioni di energia si trovano ad affrontare un’impennata dell’inflazione molto più marcata, in parte perché i prezzi del gas naturale in quei mercati sono più volatili rispetto agli Stati Uniti e sono già aumentati, e il carburante è fondamentale nei loro mercati energetici nazionali», evidenzia il quotidiano.