In Liguria ci sono 548 minori non accompagnati, mentre sono 293 i tutori registrati. Di questi, però, 111 non sono attualmente disponibili

Genova - In Liguria vivono oltre 500 minori stranieri, talvolta sono anche bambini, senza genitori o altri riferimenti familiari, ma il sistema di accoglienza, che è chiamato a garantire la loro tutela, "riesce a farsi carico solo di una parte di questa umanità fragile, debole ed esposta a rischi di ogni genere o allo sfruttamento della criminalità". La denuncia arriva dalla Garante dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Guia Tanda che, secondo un progetto collaudato negli anni, ha organizzato tra il 20, 21 e 27 marzo la 25esima edizione del corso gratuito per formare i tutori volontari di minori stranieri non accompagnati.

La Garante sottolinea che “l'Italia è l'unico Paese che, oltre all'opera di accoglienza, cura e accudimento da parte delle istituzioni, degli enti e delle organizzazioni a ciò deputate, ha previsto una figura di grande importanza morale e sociale: il tutore volontario. Si tratta - spiega - di un genitore sociale che, pur sostenuto nella cura materiale e nell'accudimento dalle strutture di accoglienza, intreccia con il minore una relazione di fiducia e di orientamento nelle opportunità di inserimento sociale e lavorativo nel nostro territorio. Una funzione non solo di deterrenza allo sfruttamento minorile e alla criminalità, nei quali spesso questi ragazzi restano coinvolti, ma una vera guida che può cambiare il destino di un ragazzo altrimenti destinato all'emarginazione e all'ignoranza delle regole, nutrito dalla rabbia del suo percorso traumatico che lo ha condotto nel nostro paese: un valore aggiunto per tutti”.