Com’è possibile che lo Stato porti via dei figli alla loro madre? È la domanda che scuote, divide, incendia. Ed è anche la domanda sbagliata, o almeno incompleta, se viene posta senza il coraggio di guardare fino in fondo ciò che un tribunale scrive. Perché davanti a vicende come quella della cosiddetta “famiglia nel bosco” il rischio è sempre lo stesso: trasformare una storia di tutela minorile in una favola ideologica. Da una parte lo Stato cattivo che strappa i figli ai genitori. Dall’altra i genitori alternativi perseguitati perché diversi. È una semplificazione che consola chi guarda da fuori, ma tradisce la realtà dei bambini che quella vicenda la stanno vivendo dentro la pelle. Se si legge la precedente ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila e la nuova riportata dai principali organi di stampa, tra cui La Repubblica, il quadro che emerge è molto meno romantico e molto più duro.

Famiglia nel bosco, Lavenia: “I bambini non hanno bisogno di genitori perfetti ma di punti fermi”

di Giuseppe Lavenia

06 Marzo 2026

Il diritto all’istruzione