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La violenza non diventa meno violenza perché il colpevole non rientra nello schema ideologico preferito

Gentile Direttore Feltri,

ogni anno l'8 marzo assistiamo allo stesso rito: mimose, slogan contro il patriarcato e cortei in cui si denuncia la presunta oppressione della donna da parte dell'uomo occidentale. Tuttavia, mi permetto di osservare un silenzio assordante quando la violenza contro le donne proviene da altri contesti. Le scrivo da bergamasco, come lei. Nei giorni scorsi in provincia di Bergamo una ragazza di 26 anni è stata colpita con una sciabola e violentata ripetutamente da un uomo di origine marocchina. La notizia è emersa proprio alla vigilia dell'8 marzo. Eppure non ho sentito una sola femminista indignarsi o denunciare il problema della sicurezza delle donne legato anche all'immigrazione incontrollata. Se davvero la libertà e la sicurezza delle donne stanno a cuore a chi scende in piazza, perché su questi casi cala sempre un silenzio così imbarazzato?