"In viaggio nel mondo dell'inclusione: Italia".

È il titolo del convegno dedicato al confronto tra i modelli di inclusione giapponese e italiana svoltosi a Tokyo, nella sede di Cybozu, azienda leader nel software collaborativo con sede a Nihonbashi.

Quattro voci, quattro esperienze di vita, un unico filo conduttore: la ricerca di una società più umana, in cui la disabilità non sia un limite alla partecipazione scolastica, lavorativa e sociale.

A coordinare l'incontro Aya Miyake, romana d'adozione e madre di una ragazza con gravi disabilità, che ha portato la testimonianza diretta di chi vive quotidianamente il sistema italiano. Accanto a lei, Toshihiko Ouchi, ricercatore e insegnante di sostegno nella prefettura di Kanagawa, autore nel 2025 del volume "Cronache di un'educazione pienamente inclusiva", frutto di un anno di studio in Italia tra Bologna, Roma, Sardegna, Firenze e Trieste. A completare il quadro Tadashi Shimizu, padre di una bambina con sindrome di Down che nel marzo 2025 ha esplorato a Roma case famiglia e cooperative sociali, e Hiroshi Hata, operatore del welfare con alle spalle tre mesi di visite studio tra Trento, Roma e Bologna. Insieme hanno raccontato un'Italia che, in oltre cinquant'anni, ha costruito un patrimonio di pratiche inclusive unico al mondo: dall'abolizione delle classi differenziali, tramite la Legge 517/1977, all'inserimento strutturale del sostegno in classe ordinaria, fino al ruolo delle cooperative sociali e delle associazioni familiari.