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La pista 'ndrangheta fa paura ma la città è indifferente, distratta da turisti e ciclisti
"Non parlo perché ho paura dei giornalisti". Saranno anche bianche, le strade di Siena che oggi ospitano la durissima gara ciclistica che apre la stagione, ma la coscienza della città è nera, "abbuiata" come direbbe l'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, Barbour e coppola che riconosciamo quasi davanti a Rocca Salimbena, la sede di Mps sporcata del sangue di David Rossi, il manager responsabile delle Comunicazioni morto il 6 marzo di 13 anni fa. Per quella frase captata dalle Iene Piccinni ha subito una gogna in città. Gli scriviamo invano un sms, lui sbircia il suo cellulare di vecchia generazione, inintercettabile, e se ne va e quasi un ciclista dell'ultima ora lo sfiora. Gli strilloni sulla Via di Città riportano i titoli della Nazione, il video (che sempre le Iene pubblicheranno) con cui venerdì Ris e medico legale consulenti della commissione d'inchiesta, nella relazione di metà mandato hanno ricostruito la sua strana morte spaventano per la loro crudezza. "Aggredito, picchiato, tenuto per il polso e lasciato cadere, con il suo orologio che cade poco dopo e spiega tutto", dicono le carte. Fotogrammi impressi in una vicenda "ancora con più ombre che luci", ci dice Walter Rizzetto di Fdi, uno dei parlamentari più agguerriti a caccia della verità su Rossi.






