Agenti in servizio e in congedo, uomini e donne che dedicano la loro vita al servizio di un'uniforme.

Persone provenienti da tutti i Corpi, militari e civili, che hanno deciso di mettersi a disposizione di colleghi e colleghe per contrastare un fenomeno che preoccupa ogni giorno di più, quello dei 'suicidi in divisa'. Si chiama 'Nucleo d'ascolto corpi militari e civili' ed è l'iniziativa di un gruppo interforze di appartenenti ed ex appartenenti a tutti i Corpi, presenti sull'intero territorio nazionale, che ha deciso di creare una rete informale di auto aiuto, mettendo a disposizione le proprie competenze personali.

Nel Nucleo sono convogliate le esperienze professionali di chi ha deciso di aderire, dai laureati in psicologia o sociologia a quelli in criminologia o scienze sociali. "Altri - spiega Antonella Renzetti, referente pescarese del Nucleo - sono specificatamente formati nell'ascolto attivo e nella mediazione. Altri si occupano della logistica e della gestione generale". "Siamo persone che sanno cosa significa stare in servizio ed affrontare quotidianamente ostacoli e difficoltà - aggiunge -. Il Nucleo si avvale, inoltre, di psicologi volontari esterni pronti a intervenire subito, nei casi di particolare gravità, come primo supporto. Ciò che ci rende una realtà unica, e profondamente diversa da qualsiasi gruppo di auto-aiuto passato, è la nostra totale indipendenza. Non siamo incardinati nelle amministrazioni, non rispondiamo a gerarchie né a organizzazioni di alcun tipo.Abbbiamo fatto questa scelta per un motivo preciso: permettere ai colleghi di superare il timore dello stigma sociale e la paura di essere giudicato 'debole' dai superiori. Con noi questo rischio non esiste perché offriamo un porto sicuro, garantendo riservatezza e comprensione tra pari".