“Continuare a esportare rifiuti fuori regione significa perdere ricchezza e, conseguentemente, posti di lavoro”

Cassonetti Amiu in corso Sardegna, a Genova

“La Fit-Cisl Liguria ribadisce la propria posizione in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti, distinguendo chiaramente tra la necessaria visione strategica regionale e le criticità operative che stanno colpendo il bacino genovese”: lo dice Mauro Scognamillo, segretario generale Fit Cisl Liguria, che aggiunge: “La nostra sigla sostiene questa posizione con pragmatismo, non per una preferenza ideologica verso una specifica tecnologia, ma per una logica di sostenibilità economica e ambientale. Continuare a esportare rifiuti fuori regione significa perdere ricchezza e, conseguentemente, posti di lavoro; significa inoltre gravare i cittadini di una Tari giunta a livelli insostenibili, che serve a coprire i costi di trasporto invece di finanziare il miglioramento dei servizi. Tra i compiti del sindacato individuiamo anche il dovere di sollecitare un sistema che funzioni, sia sostenibile e riporti la tassazione a livelli più contenuti dopo anni di sacrifici”, continua il sindacalista.

“Questa mancanza di strategia impiantistica regionale si riflette oggi drammaticamente sulla gestione operativa di Amiu, che sta attraversando una fase di evidente affanno. La scelta dell’azienda di rinunciare al servizio in comuni come Arenzano e Cogoleto, motivata da riorganizzazioni interne e carenze di organico, rappresenta un preoccupante segnale di arretramento che non possiamo accettare passivamente. È necessario accelerare i piani industriali per dare ad aziende come Amiu gli strumenti strutturali per operare con efficienza e stabilità economica. Solo attraverso investimenti certi e la chiusura del ciclo del trattamento dei rifiuti potremo finalmente sbloccare il turnover occupazionale; garantire i diritti salariali dei dipendenti e offrire ai cittadini liguri un servizio decoroso a un costo equo”, conclude Scognamillo.