È bufera su Timothée Chalamet. In una conversazione con Matthew McConaughey per Variety, i due discutono della ridotta capacità di attenzione da parte del pubblico e se ci sia interesse per film dal ritmo più lento, in un’epoca in cui gli spot durano pochi secondi e le pellicole si guardano sullo smartphone. Chalamet osserva che gli spettatori più giovani sembrano rappresentare una piacevole eccezione, citando il successo di Frankenstein su Netflix, aggiungendo: “Ammiro le persone, e l’ho fatto anch’io, che vanno a un talk show e dicono: ‘Ehi, dobbiamo mantenere vivi i cinema, dobbiamo mantenere vivo questo genere'”, poi però pronuncia parole poco felici e che lasciano di sasso lo stesso McConaughey: “Non voglio lavorare nel balletto o nell’opera, dove la gente dice ‘Ehi! Mantenete viva questa cosa, anche se a nessuno importa più‘”, continua ridendo prima di provare a correggere il tiro: “Tutto il rispetto per la gente del balletto e dell’opera là fuori…”.
Le reazioni del mondo dell’opera
Il mondo del teatro e della danza non è rimasto in silenzio e ha risposto in massa. Sono davvero tante le realtà che si sono espresse: ballerini, coreografi, istituzioni culturali e compagnie di danza. Il Royal Ballet and Opera di Londra sui social ha scritto: “Se ci ripensi, le nostre porte sono aperte per te” e ha rilasciato una dichiarazione all’Hollywood Reporter che recita: “Il balletto e l’opera non sono mai esistiti in modo isolato: hanno continuamente informato, ispirato ed elevato altre forme d’arte. La loro influenza si percepisce nel teatro, nel cinema, nella musica contemporanea, nella moda e oltre. Per secoli, queste discipline hanno plasmato il modo in cui gli artisti creano e il pubblico vive la cultura, e oggi milioni di persone in tutto il mondo continuano ad apprezzarle e a interagire con esse”.












