“Una moglie, poi vedova, che, per vendicare l’uomo che amava, decide di imboccare la strada più proibita, diventare buttana, anzi buttanissima” è la protagonista della “tragedia contemporanea” scritta da Giorgio D’Amato e in scena a Il Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli in prima nazionale assoluta sabato 7 marzo alle ore 21, con replica domenica 8 alle ore 18.30 (Info 0815422088, 3473607913, info@ilpozzoeilpendolo.it prenotazioni www.ilpozzoeilpendolo.it).
Ne firma la regia Annamaria Russo con protagoniste Marianita Carfora, Federica Totaro e Viviana Curcio accompagnate al violoncello da Ludovica Maria Buzzanca. Settantacinque minuti di spettacolo per quella che Annamaria Russo definisce “una storia di rabbia e libertà, una confessione scomoda che scava nella coscienza collettiva, una parabola di colpa e redenzione capovolta, voce di una donna del Sud che sfida la morale, che usa il corpo come arma e il dolore come bussola”, intorno a Marianita Carfora che è “voce di chi non chiede perdono, ma pretende di essere ascoltata e, in un mondo costruito dagli uomini, osa riscrivere la propria storia col linguaggio del corpo e della rabbia”.
Federica Totaro e Viviana Curcio danno voce a un coro di donne siciliane “folla che non ascolta – prosegue l’analisi della regista -, ma parla, che non accoglie, ma giudica, che trasforma la tragedia privata di una donna in spettacolo collettivo; città, coscienza, storia, è lingua aspra della Sicilia che tutto osserva e tutto inghiotte”, tra pettegolezzo e paura costruisce la sua polifonia di sguardi, di voci e di presenze che fa da contrappunto alla solitudine della protagonista che agisce come in una piazza trasformando il palcoscenico in una chiesa profana in cui si rispecchia la società tutta che la circonda.







