Nuove partnership distributive allo studio, ma anche una scommessa forte sul versante pubblicitario: per i Mondiali 2026, a quanto Il Sole 24 Ore ha potuto verificare, Dazn terrà la raccolta in casa. Niente sponda su Publitalia, la concessionaria del gruppo Mediaset che per la “Netflix dello sport” continua comunque ad occuparsi – e con reciproci attestati di soddisfazione – della raccolta per la Serie A, di cui Dazn ha i diritti per tutti i match e i cui ascolti sono in crescita del 18% rispetto alla precedente stagione.
Scalda i motori la società che fa capo alla Access Industries del magnate Len Blavatnik, in vista dell’appuntamento clou dell’estate che vedrà Dazn trasmettere tutte le 104 partite del torneo che si disputerà fra Usa, Messico e Canada, con la Rai che ha portato a casa i diritti in chiaro per 35 match.
È uno schema diverso da quello sperimentato con il Mondiale per Club 2025, quando la piattaforma aveva potuto sublicenziare a Mediaset 22 partite in chiaro e in co-esclusiva. Stavolta il risiko è risultato chiuso a monte: con la Rai già titolare dell’esclusiva in chiaro, non c’è spazio per un’altra generalista.
La macchina operativa ora è già partita. Alcune agenzie media sono state avvisate della partenza, nei prossimi giorni e comunque entro il mese di marzo, di un roadshow per presentare l’offerta commerciale dedicata ai Mondiali 2026. Avendo acquisito i diritti per tre mercati chiave – Italia, Spagna e Giappone – il gruppo Dazn ha nei fatti scelto di implementare una strategia multi-territorio per massimizzare le sinergie e offrire ai brand una visibilità globale senza precedenti. A questo punto per la società guidata in Italia da Stefano Azzi il dossier diventa duplice: massimizzare la monetizzazione pubblicitaria del torneo e, insieme, usare il Mondiale come leva di retention e acquisizione abbonati.






