Quella mattina era iniziata come tutte le altre. Caffè già bevuto, telefono in mano, qualche messaggio da controllare. Poi è arrivata una foto su Whatsapp. Dall’altra parte dello schermo c’era sua figlia, Dayane Romeu, che vive a Santa Branca, in Brasile. In braccio teneva un minuscolo cucciolo nero, con lo sguardo tipico di chi sa già di aver conquistato qualcuno. Subito dopo, un messaggio vocale: “Dai, dimmelo subito, se vuoi te lo porto”. La risposta del padre è arrivata in meno di tre minuti: “Non voglio… non voglio… no”. Una frase netta. O almeno così sembrava.

Un “no” che suonava già come un “forse”

Chi lo conosce sa che quando un “no” arriva accompagnato da esitazione, non è mai definitivo. Dayane, già emotivamente coinvolta dal cucciolo, non ha aspettato un’approvazione ufficiale. Ha seguito l’istinto e ha portato il cane a casa. Il suo nome? Kira.

Secondo il racconto condiviso dalla stessa Dayane, sono bastati pochi secondi perché la resistenza paterna si sgretolasse completamente. L’uomo che pochi minuti prima ribadiva il suo rifiuto, si è ritrovato a parlare al cucciolo con voce dolce, a coccolarlo e – complice una giornata fredda – a infilarlo sotto il cappotto per proteggerlo dal vento, come si farebbe con un neonato.