Potrebbe essere iniziato molto prima di quanto si pensasse il presunto sistema di microcamere nascoste nei bagni di alcuni appartamenti affittati a famiglie e studenti in una palazzina dell’Aquila. Le nuove verifiche investigative hanno infatti retrodatato l’ipotesi delle riprese clandestine fino al 2019, tre anni prima rispetto alle prime stime emerse quando il caso è esploso alla fine dello scorso ottobre.
L'Aquila, telecamere nascoste in appartamenti affittati a studenti e studentesse
Il proprietario del palazzo
Un arco temporale più ampio che potrebbe significare anche un numero maggiore di persone coinvolte. Proprio per questo motivo, nei giorni scorsi, la procura ha deciso di prorogare le indagini coordinate dal sostituto procuratore Andrea Papalia. L’indagato è il proprietario della palazzina, un 56enne aquilano, accusato di interferenze illecite nella vita privata e diffusione di materiale sessualmente esplicito.
Denunce in aumento






