Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

6 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:07

“Stiamo continuando a demolire” l’Iran. Nel bel mezzo della guerra che sta infuocando il Medio Oriente, provocando una delle crisi geopolitiche più gravi del secolo in corso, il presidente americano Donald Trump lancia i suoi proclami con al fianco un sorridente Lionel Messi, star planetaria un bel po’ invecchiata del pallone. È la scena surreale che arriva dalla Casa Bianca, dove ormai è consuetudine che i divi del calcio vadano a omaggiare Trump, vedasi Cristiano Ronaldo, sulla scia della devozione al tycoon portata avanti dal presidente Fifa, Gianni Infantino, che al presidente Usa ha pure consegnato pochi mesi fa un premio per la pace. Ora invece Trump parla di guerra e pallone senza soluzione di continuità, con disinvoltura, a meno di 100 giorni dall’inizio dei prossimi Mondiali nordamericani.

Trump appunto ieri ha ricevuto nel suo studio l’Inter Miami CF, i campioni 2025 della Major League Soccer, e il suo campione più rappresentativo. Nella battute iniziali dell’incontro però il presidente ha parlato della situazione in Medio Oriente, rimarcando che Teheran è ormai “senza aeronautica, senza difese, senza missili”. E ancora: “Altri presidenti hanno convissuto con questa situazione, io invece non l’ho accettata. E i nostri uomini stanno facendo un lavoro straordinario. Ancora una volta, abbiamo il più grande esercito che il mondo abbia mai visto”. Non solo, perché Trump nello stesso discorso ha minacciato anche un cambio di regime a Cuba: “Una volta terminata questa fase, sarà solo questione di tempo prima che voi possiate tornare a Cuba“, ha dichiarato il presidente.