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Rimini, 5 mar. (askanews) – La transizione energetica non basta più. Serve l’integrazione. E’ il messaggio che arriva forte dalla fiera dell’energia a Rimini, dove Key To Energy – advisory firm con cento professionisti e oltre mille progetti alle spalle – ha messo sul tavolo la sfida dei prossimi anni.
“Il 2025 si è appena chiuso con un trend che fa vedere che le rinnovabili continuano a crescere – ricorda Luigi Michi, senior advisor della società -. L’energia prodotta da queste rinnovabili nel 2025 è stata 65 miliardi di kWh, quindi un numero importante. A questo trend si affianca anche quello delle batterie che stanno crescendo in maniera importante. Siamo arrivati a 18 GWh di accumuli, fra utility scale e small scale”.
Numeri importanti, ma non ancora sufficienti. Entro il 2030 mancano all’appello cinquanta gigawatt di rinnovabili e quaranta di nuova capacità di storage. I meccanismi incentivanti come FER-X e il capacity market sono ben impostati ma ancora troppo prudenti nei volumi. E allora qual è la strada? “Siamo nel mezzo della transizione – spiega Michi -. Siamo in mezzo al guado. Non possiamo voltarci indietro, non possiamo farci distrarre da trend distorti. Dobbiamo mantenere la barra dritta. Cosa vuol dire la barra dritta? Vuol dire lavorare su tutte le risorse: rinnovabili, rete, accumuli e gas, tutte e quattro, in modo equilibrato, coerente, proporzionale”.













