Si apre un nuovo fronte nell'indagine della Procura di Roma che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati i vertici del Garante della Privacy a cominciare dal presidente Pasquale Stanzione per le accuse di peculato e corruzione.

Nelle scorse settimane, su mandato dei pm di piazzale Clodio, la Guardia di Finanza ha proceduto all'acquisizione della documentazione relativa all'assunzione presso l'Autorità di una dirigente, moglie del deputato Fdi, Luciano Sbardella. L'attività istruttoria punta a verificare le corrette procedure relative al suo inquadramento all'interno dell'ufficio o se ci sono state 'corsie preferenziali' legate a dinamiche politiche. Si tratta di una nuova tranche di indagine dopo l'accelerazione del fascicolo principale culminato con una serie di perquisizioni nella sede del Garante nello scorso mese di gennaio. Al centro del filone principale presunte "spese pazze" compiute dal board dell'Autorità ed episodi di corruzione legati a sanzioni opache comminate negli ultimi due anni.

L'impianto accusatorio si basa anche sul racconto di alcuni testimoni tra cui l'ex segretario generale Angelo Fanizza, dimessosi due mesi fa dopo il caso relativo alla richiesta di controlli sulle mail dei dipendenti nella ricerca della "talpa" che ha fornito alla trasmissione Report elementi per le sue inchieste da cui è poi scaturita l'indagine. Per quanto riguarda l'accusa di corruzione nel decreto di perquisizione si fa riferimento alla vicenda Ita Airways.