Il 1° marzo 1961, quando le Frecce Tricolori sono state ufficialmente costituite, il mondo era ben diverso da quello di oggi. Eppure, 65 anni di progressi tecnologici più tardi, nell’era di internet in cui tutto pare più “normale” di quanto lo fosse allora, la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) è ancora oggetto di ammirazione in Italia e ovunque nel mondo si esibisca. E anche un semplice sorvolo, con quel pennacchio tricolore che colora il cielo, strappa ammirazione e applausi suscitando, sempre, un pizzico di brivido. Le sue esibizioni sono divertimento puro e adrenalina. E, negli anni, sono divenute un simbolo del made in Italy, di quella combinazione tra tecnologia, precisione e creatività che ha reso l’Italia celebre nel mondo.
Il motivo per cui, dopo così tanti anni, le Frecce Tricolori vanno ancora “di moda” in un mondo ipertecnologico come quello in cui viviamo, è l’elemento umano. Gli aerei della PAN, certo, sono ottimi velivoli (made in Italy, ovviamente). Ma l’Aermacchi MB-339, che prese il posto del Fiat G-91 nel 1982, è una macchina progettata negli anni Settanta. Cioè anni luce fa, rispetto ai caccia che oggi formano la spina dorsale dell’Aeronautica militare, come l’F-35, l’Eurofighter.






